A Cesenatico si sono tenute le gare nazionali delle Olimpiadi di Matematica a Squadre, dal 4 al 7 maggio 2017.

Le gare erano organizzate in quattro semifinali, a ciascuna delle quali prendevano parte 32 delle 128 squadre ammesse a partire dalle gare interprovinciali che si sono tenute lo scorso 3 marzo. Per ciascuna semifinale le prime 7 squadre classificate venivano poi ammesse alla gara finale, insieme a 4 squadre complessivamente ripescate e insieme alle 4 squadre straniere ospiti, provenienti da 4 scuole di eccellenza invitate ogni anno: una dalla Repubblica Ceca, una dall’Ungheria, una dal Regno Unito e una dalla Romania. L’intero torneo, nelle sue varie fasi, ha quest’anno coinvolto più di 900 squadre.

Tra le 128 squadre italiane comparivano per la prima volta, quest’anno, 20 squadre femminili, classificatesi utilmente nelle graduatorie delle gare interprovinciali femminili dello scorso 20 gennaio. In ogni semifinale erano dunque schierate 5 delle migliori squadre femminili italiane.

L’iniziativa rientra tra quelle messe in campo dal MIUR (tra cui il Mese delle STEM, science, technology, engineering and mathematics) per cercare di superare lo stereotipo che vuole gli studi tecnico-scientifici prevalentemente scelti da studenti e non da studentesse, o comunque più adatti ai maschi.

Il Liceo Da Vinci partecipava con una squadra femminile e una maschile.

Nella cerimonia finale di premiazione il prof. G. Rosolini dell’Università di Genova, ideatore, promotore e responsabile del torneo olimpico a squadre con il supporto dell’UMI, ha voluto riservare un particolare momento di apprezzamento e lode per le ragazze impegnate nelle squadre di matematica, con un discorso appassionato tenuto a braccio, di cui ci piace evidenziare alcuni passaggi:

“I Rudi Matematici, non so se li conoscete, bloggano matematica on line e hanno scritto, e sta per essere in libreria, un libro che si intitola “Storie che contano” e sì, se pensate che ci sia un gioco di parole avete ragione, c’è un gioco di parole così come in “Il diritto di contare” che è incredibile; è una di quelle traduzioni di un titolo di un film hollywoodiano, “Hidden figures” (n.d.r.: Figure nascoste) che è un gioco di parole in inglese intraducibile in italiano ma che sono riusciti a rendere in italiano in un altro modo, e il gioco è sempre quello: sul contare, sulla matematica. “Storie che contano” è un bel libro, non vi racconto niente perché non voglio fare dello spoiler, ma c’è, tra le varie storie, un racconto che colpisce violentemente e che coinvolge due enormi matematici; forse ce ne sono altri qui presenti ma lo scopriranno loro tra dieci o venti anni; David Hilbert ed Emmy Noether; Emmy Noether, non so se conoscete la storia, è famosa per essere uno dei più grandi matematici mai esistiti, perlomeno nel secolo scorso, che non è mai riuscita a laurearsi in matematica perché era donna. E questo non è successo in Italia, dove uno dice che queste cose sembrano normali; è successo in Germania; e non vi racconto la storia; questa è un dato di fatto che è dato per scontato nella “Storia che conta” che viene raccontata dai Rudi Matematici, e che è proprio bella da leggere, perché nascosto in ogni storia c’è qualcosa che solletica la curiosità di ciascuno di voi; lo so perché siete qui a risolvere problemi e questo è un dato di fatto; il racconto racconta tutt’altro però; si basa su questa considerazione, che, per la stupidità maschile, per più di tremila anni la matematica è stata sviluppata senza l’aiuto delle donne; ora, di solito, quando io faccio una premiazione mi trattengo dal pensare, matematico come sono abituato a fare nel resto delle mie giornate; leggo solo i numeri che sono i punteggi in classifica per le varie squadre che premiamo; però in questo momento la sto facendo, è una considerazione che ho già fatto ad alcuni di voi, mi scuserò se mi ripeto; è che, da matematico, sono assolutamente convinto che la matematica, ora, sarebbe diversa e migliore se la avessero fatta anche le donne. E’ un concetto astratto, ve lo ho detto, è un concetto astratto, è molto astratto, è così astratto che è difficile da capire, come molte cose in matematica, ma qui, per fortuna, siamo tra matematici; e proprio per cercare di realizzare questo concetto astratto prego i professori … omissis, il professore invita sul palco le/gli insegnanti responsabili delle squadre … e le loro squadre femminili di matematica, le quattro meglio classificate nelle rispettive semifinali, di raggiungermi qui sul palco; … omissis … per il Liceo Da Vinci di Treviso invito Beatrice Freschet, Sofia De Faveri, Laura Casagrande, Sara Fassetta, Moran Conte, Tullia Fontana e Elena Manao … omissis

Nel ringraziare il prof. Rosolini per le belle, condivise parole, ci uniamo alla comunità scolastica nel felicitarci con le nostre sette “leoncine”, che così tante soddisfazioni ci hanno riservato, e con le altre bravissime studentesse che insieme a loro si sono distinte nelle rispettive semifinali, dei Licei Scientifici Marconi di Carrara, Ferraris di Torino, Principe di Napoli di Assisi.

Nella fotografia le ragazze al tavolo di gioco.

Nella foto le "Leoncine" del  Liceo. Da sinistra:

Tullia Fontana, Laura Casagrande, Sara Fassetta, Elena Manao, Moran Conte, Sofia De Faveri, Beatrice Freschet

La squadra maschile ha giocato una brillante semifinale ottenendo una bellissima qualificazione alla gara finale, nella quale non ha però conseguito risultati. Le prime tre squadre classificate sono state, nell’ordine:

  1. il Liceo Leonardo di Brescia 
  2. il Liceo Marconi di Carrara 
  3. il Liceo Landi di Velletri.